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BAKU, IL PIU’ GRANDBAKU, CAPITALE DELL’ AZERBAIJAN E PORTO DEL CAUCASO

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICAVai a: navigazione, cerca

Baku (az. Bakı, rus. Баку), conosciuta anche come Baqy, Baky o Baki, è la Capitale, la più grande città e il più grande porto dell'Azerbaigian e di tutto il Caucaso.

La città è situata sulla riva occidentale del Mar Caspio (penisola di Apšeron). Per la somiglianza del golfo su cui si affaccia è gemellata con Napoli. Baku è divisa in dieci distretti e 48 municipalità, tra queste si trovano anche alcune isole e alcune piattaforme petrolifere situate nel Mar Caspio fino a 100 km di distanza dalla città.

Situata sulla costa meridionale della penisola di Abşeron, la città si compone di tre parti principali: il centro, la vecchia Città Murata estesa sul territorio di 21,5 ettari e la parte della città costruita nell’epoca Sovietica. E’ considerata una delle più antiche e più grandi città dell'Oriente.

Con ogni probabilità il nome Baku deriva dagli antichi nomi della città: Badu-kube, che significa "città dove soffia il vento", o Baghkuh, che significa "monte di Dio". Fonti arabe si riferiscono alla città chiamandola col nome di Baku, Bakukh, Bakuya, oppure Bakuye.

Altre teorie suggeriscono che il nome derivi dai tempi più antichi dell'epoca zoroastriana, più precisamente dalla parola Baga, che significa "il sole" o "il Dio" in diverse lingue antiche.

CLIMA

Per effetto delle acque del Mar Caspio, il clima è mite, gradevole anche in pieno inverno, ed estremamente secco per tutti i mesi dell’anno. Il clima è subtropicale secco, tendenzialmente soleggiato e asciutto. La temperatura media è di 14,6 °C e le precipitazioni totali annue sono pari a 210 mm. Il mese più caldo è luglio con una temperatura media di 26,4 °C e quello più freddo è febbraio (media 4 °C). Le precipitazioni massime sono nel mese di novembre (30 mm) e il mese più asciutto è luglio. Episodicamente la città è battuta da improvvisi venti molto forti a carattere burrascoso provenienti dal mare, chiamati khazri*.

*Venti variabili di direzioni diverse influiscono significativamente sul clima locale. Sono venti chiamati Khazri (vento del nord), Gilavar (vento del sud), Gyundogush (vento di levante) e Gidjavar (direzione indefinita). Già nel Medioevo il geografo Al Bakuvi scriveva: “...qui sia di giorno che di notte soffia il vento, a volte, quando il vento è particolarmente forte, non si riesce a camminare controvento, mentre in inverno il vento porta via, in mare, cavalli e pecore, che non riescono a reggersi in piedi”.

CRONOLOGIA STORICA

885 La prima citazione scritta della città di Baku risale in quest’epoca in occasione dell'inizio della dinastia dei Bagratidi.

XII sec. La città cominciò ad assurgere al rango di importante centro cittadino dopo la distruzione della città di Shemakha, dopo un terribile terremoto, sotto il regno dello Shirvanshah Ahsitan I che elesse Baku a Capitale.

1501 Lo Scià safavide Isma'il I pose sotto assedio la città che però resistette all'attacco grazie alla sua doppia cinta di mura.

1540 La città venne conquistata dall'esercito della dinastia Safavide.

1604 La fortezza di Baku venne rasa al suolo per ordine dello Scià persiano Abbas I.

1723 ( 26 giugno) La città, dopo un lungo assedio e un pesante cannoneggiamento, si arrese alle truppe russe dello zar Pietro il Grande, il quale per decreto stabilì che la città venisse presidiata da ben due reggimenti forti di circa 2400 soldati circa.

1795 La città venne conquistata dalle truppe del sovrano della dinastia Qajar Mohammad Khan Qajar (la dinastia Qajar (o Cagiara) regnò in Persia dal 1781/1925) durante la sua lotta contro la Russia zarista per la sottomissione di tutto il Caucaso settentrionale.

1796 Nella primavera, per ordine della zarina Caterina II le truppe russe diedero via a una grande offensiva nel Transcaucaso che vide la resa di Baku al contingente russo di 6.000 soldati giunti per conquistarla.

Il 13 giugno la flotta russa entrò nella baia di Baku e subito dopo venne istituita una guarnigione permanente con a capo il generale Pavel Tsitsianov. Tuttavia lo zar Paolo I ordinò la cessazione dell'occupazione della regione e il ritiro delle truppe che lasciarono Baku nel 1797.

All’inizio del XIX secolo, la città era un insediamento di frontiera con l’aspetto di un ducato medievale. Tra le sue mura vecchie di settecento anni, strette strade di ciottoli serpeggiavano lungo mercati all’aperto pieni di attività, piccole case di fango e un minareto dal quale una principessa era saltata giù morendo per sfuggire al padre incestuoso. Carretti di legno dal colore dell’arcobaleno chiamati arbas, larghe carrozze montate su irregolari ruote alte sette piedi, trasportavano persone e beni attraverso il deserto circostante. La baia a forma di mezzaluna – più di sette miglia da estremità a estremità e quindici di circonferenza – brulicava di barche da pesca provenienti dalla città Hastarkhan, sulla costa settentrionale, e di mercanti neri provenienti dalla costa meridionale della Persia, attuale Iran.

1806 (8 Febbraio) Il successivo sovrano russo Alessandro I mostrò un rinnovato interesse per la conquista di Baku che venne riconquistata.

All'inizio dell'ottocento il petrolio azero veniva esportato in Persia, dove era utilizzato per illuminazione. Erano quantitativi minimi: circa 64 barili al giorno. Ma già allora l'impero russo, che aveva occupato il principato di Baku, aveva introdotto un sistema di concessioni a lungo termine (otkupchina) per i campi petroliferi.

1813 Il possesso da parte della Russia della città venne sancito con il Trattato di Golestan con il quale si sanciva il passaggio di Baku e di gran parte della regione caucasica all'Impero russo, nel 1859 venne istituita la Gubernija di Baku.

1870 Inizia la produzione industriale e anche la costruzione dei primi oleodotti e di una ferrovia che collega Baku Tbilisi, in Georgia per il trasporto del greggio. Produzione e trasporto fanno capo a una nuova leva di imprenditori, tutti nati da umili origini, che accumulano enormi ricchezze.

1873 La città è in pieno boom petrolifero che diede un forte impulso al suo sviluppo urbanistico e industriale, dando vita al distretto noto come la Città Nera.

Un giornalista polacco, Ryszard Kapuściński, alla fine dell’Ottocento, così descriveva Baku una città-raffineria : la Città Nera, « uno degli angoli più brutti, movimentati e irrequieti del mondo » (Imperium, Milano, Feltrinelli, 1994, p.54). La città della pece era anche stipata di gente, nella sua parte vecchia, e costruita dagli affaristi del petrolio nella sua parte nuova d’intorno, assai snob. Era tutto questo, ma anche una sfilata di mode e di epoche architettoniche; e poi, misteriosamente, una città in mezzo al mare. Mi colpì pure il suo pensiero sulle città costruite per la gente e quelle costruite contro la gente. Baku, scriveva, è tra le prime. Si può girare per giornate intere e non dismette mai il suo incantamento. Più tardi rimemorai questo pensiero e scoprii città contro la gente.

In un breve lasso di tempo la città vide la fioritura di rappresentanze e delegazioni di compagnie provenienti da ogni angolo del mondo: svizzeri, inglesi, italiani, francesi, belgi, tedeschi e persino americani.

All'inizio del XX secolo la città fu teatro di scontri nel quadro della Rivoluzione russa e di episodi di violenza etnica. I bolscevichi costituirono la Comune di Baku e, nell'estate del 1918, l'offensiva ottomana portò alla Battaglia di Baku, l'ultima battaglia della prima guerra mondiale sul fronte del Caucaso.

1920, della celebre Conferenza Comintern dei Popoli Orientali: il Congresso di Baku.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la città svolse un ruolo vitale per il rifornimento di petrolio al resto del paese; la fornitura venne sospesa dall'avanzata dei tedeschi nel 1942 (Operazione Blu) e solo dopo la vittoria nella Battaglia di Stalingrado, con il ritiro delle truppe dell'Asse dal Caucaso, ripresero i rifornimenti.

FUNZIONE

ECONOMICA

L'economia della città è fondata sul petrolio. L'esistenza del petrolio è nota fin dall'VIII sec. e a partire dal 1400 ( XV sec.) venne utilizzato per l'illuminazione ricavandolo da sorgenti affioranti in superficie.

Uno dei primi edifici del periodo del primo boom petrolifero

1848 venne effettuata la prima trivellazione al mondo, lo sfruttamento economico dei giacimenti iniziò nel 1872 e all'inizio del 1900 (XX sec.) l'area petrolifera di Baku era la più grande del mondo, se ne ricavava oltre la metà del consumo mondiale.

Alla fine del 1900 i giacimenti terrestri si esaurirono e si passò allo sfruttamento dei giacimenti marini. 2010 l’economia di Baku sta vivendo la sua rinascita. Lo sviluppo dell’enorme giacenza Azeri-Chirag-Guneshli e Shah Deniz gas field gestito dalla compagnia statale SOCAR ,la BP ha portato all'inaugurazione il 25 maggio 2005 dell’ oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan lungo 1.760 km.

Centro industriale in primis per le lavorazioni chimiche e tessili e ha esteso il proprio agglomerato con grandi e affollati quartieri suburbani raggiungibili grazie alla linea metropolitana.

PORTUALE

Attualmente è in costruzione il nuovo Porto Marittimo di Baku alla località Alat a circa 30 km dalla città. I lavori di costruzione del porto sono eseguite dall'olandese Royal Haskoning Group e verranno completati entro il 2016.

Due immagini del porto. La prima da un punto panoramico, la bellezza di quel mare largo del vento fresco d’Asia. Poche navi muovono le acque, ferme le attrezzature portuali a riv

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