Book Moda Uomo Catwalks 31

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Book Moda Uomo Catwalks 31

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  • La moda a un bivio: da un lato i tempidi azzeramento suggeriscono unesteticadella tabula rasa, che in tempi telematici

    diventa tablet rasa; dallaltro la necessit dicompetere e differenziarsi con il low cost im-pone la specializzazione massima nella qualite nel lusso. Tra questi due estremi, agli antipodi,si sono svolte le sfilate di Milano Moda Uomoe di Mode Paris. Nella capitale dello stilesolo Prada, Bottega Veneta e Jil Sander hannoesplorato la strada della semplificazione mas-sima. Mentre, gran parte delle altre firmehanno puntato sulliconizzazione splendentedel brand. Sino al parossismo del gladiatoredoro di Donatella Versace.

    LA LINEA DEL BOSONEA Parigi invece la purificazionedellabbigliamento totale inuna serie di neologismi del guar-daroba. Che sembrano puntaresu una micro dimensione affineal bosone. Cos, le giacche per-dono le maniche, i trench si al-leggeriscono in camicie, le T-shirt prendono il posto dei pullsopra la cravatta e i bermuda so-stituiscono i pantaloni. Ancheper i completi formali.

    ETNO-CLICKTra Milano e Parigi, tuttavia, c un de-nominatore comune: lOriente e il sud-est asiatico, che guarda caso, sono anchei mercati pi caldi del momento. Pertanto,dalla kurta indiana arrivano le linee dellenuove T-shirt spirituali e delle tunicheessenziali. Cos come, dalle regge deimaraja provengono gli shantung can-gianti, le sete preziose e i turbanti. Sipotrebbe parlare di un revival delletno-chic Anni 90. Ma oggi lOriente tornain passerella via web, altro elemento piche mai citato dagli stilisti. Se due de-cenni fa lest era chiamato in causa peril suo fascino esotico, ora grazie a Internetnon che un elemento comune dellagrande comunit virtuale. Dove gli stu-denti indiani danno ripetizioni a quelliamericani, via skype. Letno-chic si ri-fonda cos nelletno-click. E il coolestdiventa il cool-east.

    Fashion is at a crossroads: on theone hand, a zero setting suggestsa tabula rasa look, which these daysmight be called a blank tablet; on the otherhand, the need to compete with fast, cheapfashion imposes the need for maximum spe-cialisation in quality and luxury. MilanoModa Uomo and Mode Paris swung bet-ween these two extremes. In the capital ofstyle only Prada, Bottega Veneta and JilSander explored the route of maximum sim-plification. While most other fashion housesaimed for the lustrous iconisation of theirown brands. Reaching fever pitch with Do-natella Versaces gladiator in gold.

    THE HIGGS BOSON LINEParis on the other hand saw thetotal purification of clothes witha number of neologisms for thewardrobe which seemed aimedat a Higgs boson like micro di-mension. So jackets lost theirsleeves, trench coats became aslight as shirts, T-shirts took theplace of pullovers and were wornover shirts and ties and bermudasreplaced trousers. Even for for-mal wear.

    ETHNO-CLICKHowever, Paris and Milan did have onecommon denominator: the far east and southeast Asia, which also happen to be the hottestmarkets at the moment. Therefore, Indiankurtas have become new lines in spiritual T-shirts and essential tunics. And so too fromthe kingdoms of the maharajas come shinyshantung fabrics, fine silks and turbans. Itcould be called a nineties revival of ethno-chic. But today the orient returns to thecatwalk via the internet too, another increa-singly often cited element by the designers.Whereas two decades ago the east was lookedto for its exotic appeal, now thanks to the in-ternet, it is nothing more than a commonelement with the vast on-line communitywhich sees Indian students offering lessonsto American students via Skype. Ethno-chichas therefore become ethno-click. And thecoolest has become the cool-east.

    EDITORIAL

    4 I bookmmoda

    TABLET RASAA BLANK TABLET

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    i, SG

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    Gianluca Lo Vetro

  • bookmoda I 5

    Giorgio Armani

    MILANO MODAUOMO

    S/S 2013

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    LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA LA SFILATA

    Iniziamo dal gran nale: il mega party con cui Dolce &

    Gabbana hanno festeggiato luscita del primo libro fotograco

    di Domenico Dolce, Campioni, e - per una concomitanza tut-taltro che casuale - la vittoria dellItalia contro lInghilterra

    agli Europei di calcio. Levento ssato scientemente in

    contemporanea con la partita. Tant, che al lancio del volume

    nei nuovi spazi della maison e alla festa successiva al teatro

    Metropol, il match si pu seguire su mega schermi. Cos,

    Dolce e Gabbana cavalcano alla grande il campionato,

    complice la fortuna dei risultati degli Azzurri (in caso contrario,

    la festa sarebbe comunque stata una bella consolazione). Per

    contro, altri stilisti che slano allora della partita hanno

    lincubo che la gente diserti la loro slata. Come dire?

    Chapeau al talento mediatico di Dolce e Gabbana. Il che

    spiega anche il successo della loro slata reality: una sorta di

    lm neorealista con attori non professionisti, modello Laterra trema di Luchino Visconti. Una furbata che monopolizzale attenzioni di Milano Moda Uomo, conquistandosi lOscar

    delle passerelle.

    DOLCE &... DE SICA

    Come noto, Dolce e Gabbana hanno scelto un cast di

    caratteri siciliani che spaziava dai 16 ai 45 anni. Alcuni

    ragazzini in verit sembrano averne 10. Lo zio Freud si

    chiederebbe: ritorno alle loro origini anche in termini crono-

    logici?. Un critico cinematograco invece parlerebbe della

    poesia di De Sica in Ladri di biciclette. Fatto sta che imasculi portano in passerella unestetica pi che mai isolana:stampe a pupi, greche dei carretti siciliani e pantaloni larghi

    con le pince e la vita alta. Straordinarie, le giacche doppiate di

    garze impalpabili e che stanno in un pugno. Roba da chiedersi

    come sia stato possibile cucirle, anche se, in pedana, difcile

    cogliere questi prodigi sartoriali: tattili, oltre che visivi.

    Come eravamo a pezzi... e come ricostruiamo?

    Sta di fatto che i vestiti passano in secondo piano rispetto

    alla regia dello show. E qui sta la scelta vincente di

    Dolce&Gabbana. I due stilisti, loni, sanno bene che ormai

    la passerella la rappresentazione di uno stile, pi che di un

    campionario - barboso - di indumenti. Per questo c lo

    show room. Chi si emoziona pi al cospetto di una processione

    di ragazzi che va avanti e indietro, pi o meno con la stessa

    giacca di tanti anni fa? E allora ciak: si proietta un lm sulla

    sicilianit iconica del brand che tocca il cuore di tutti. Roba

    che fa vibrare le corde della nostra memoria: i calzoncini ab-

    bondanti, a crescenza, - come dicevano le nonne - cos, i

    bambini li sfruttano anche lanno successivo, le cartelle di

    cuoio logore perch passavano di mano in mano da un

    fratello allaltro, quando non esistevano ancora gli zainetti

    dei Pokemon, apoteosi del merchandising. Senza dimenticare

    i sandali del nonno in pensione. Che osservava silenzioso e

    saggio, dalla seggiola di plastica intrecciata del bar, levoluzione

    di un mondo che si sarebbe smarrito. Alzi la mano chi non si

    commosso, ritrovando un pezzetto della sua storia e della

    storia dellItalia neorealista: quella degli Anni 50 distrutta

    dalla guerra, ma con tanta energia e una forza straordinaria

    per risollevarsi. Laddove, adesso, siamo ancora a pezzi. Ma

    non si capisce ancora dove andare a parare. E come riparare.

    G.LoVe.

    We start from the grand nale: the mega party of Dolce &Gabbana to celebrate the issue of the rst Domenico Dolcephotographic book, Campioni, and at the same time butnot by chance the victory of Italy against Great Britain atthe European Football Championship. The event was inten-tionally dated the same day of the match. Indeed, at the sametime with the launch of the Houses book and during the fol-lowing party at the Metropol theatre, the match could beseen from mega screens. So Dolce & Gabbana took advantagefrom the Championship, also due to the good results ofItalians (otherwise, the party had brought some delight inany case). On the contrary, the other designers on showduring the match were afraid that people could fail to attendtheir shows. How could we say? Chapeau to the Dolce &Gabbana media talent. Indeed, that explains the success oftheir reality show: a sort of neorealist lm with non-professionalactors, on the wave of Luchino Viscontis La terra trema, mo-nopolising the attention of Milano Moda Uomo and gainingthe Oscar of catwalks.

    DOLCE &... DE SICAAs we all know, Dolce & Gabbana chose a cast of Siciliancharacters, going from 16 to 45 years. But some boysseemed to be 10. Uncle Freud would ask himself: areturn to home also in chronological terms? While amovie critic would speak of the De Sicas poetry in Ladridi biciclette. But the masculi brought onto the catwalk atrue Sicilian image: pupi prints, frets from Sicilian cartsand loose, high-waisted trousers with darts. Extraordinaryjackets backed with impalpable gauzes that can be put in afist. Indeed, we ask ourselves how they could sew them,even if on the runway its difficult to discover these tactileand visual, sartorial miracles. How were we fractured? And how will we reconstruct?Indeed, clothing is in the background as regards the showdirection. And this is the Dolce&Gabbanas winningchoice. The two designers know well that by now therunway is the representation of a style more than a bor