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Beccaria, Lenzi - Schegge Contro La Democrazia

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Text of Beccaria, Lenzi - Schegge Contro La Democrazia

Biblioteca di cultura sindacale pocket

2010

Via XXV Aprile 19 40057 Granarolo dellEmilia (BO) Tel. 051763388 www.socialmente.name ISBN 978-88-95265-40-7

Questa pubblicazione stata realizzata grazie al contributo di

A Oscar Marchisio, Paolo Bollini e Isa Speroni, cittadini e curiosi diffusori di idee

Divenghiamo pertanto tutti di nuovo italiani, per non cessar d'esser uomini. Detto questo s'alz improvvisamente l'incognito, ci salut graziosamente e part, lasciando in tutti un ardente desiderio di trattare pi a lungo con lui e di godere della verit dei di lui sentimenti. Gian Rinaldo Carli, Della patria degli Italiani, 1765

PRESENTAZIONE di Maurizio Fabbri e Bruno Pizzica

Questo Schegge contro la democrazia che Antonella Beccaria e Riccardo Lenzi hanno con grande impegno e passione ricostruito attraverso una documentazione accurata e precisa, una lucida scheggia di memoria su una intera fase della storia recente del nostro Paese, mai a sufficienza ricostruita e che contiene ancora molti buchi neri. Anche per questo lo Spi, il Sindacato dei pensionati e delle pensionate della Cgil, ha deciso di favorirne la pubblicazione mettendola a disposizione dellopinione pubblica e di quanti tuttora si occupano della strategia dello stragismo che insanguin piazze, stazioni, uffici, strade, treni dalla fine degli anni 60 fino ai primi anni 90 (quando la stessa mafia entr pesantemente nel gioco che puntava a distruggere lordinamento democratico del Paese). Lo Spi ha, tra i suoi principi costitutivi, quello di lavorare sulla memoria, sulla ricostruzione delle vicende piccole e grandi che hanno attraversato la storia del secolo scorso e che hanno segnato la vita diRispettivamente Segretario generale dello Spi regionale dellEmilia Romagna e Segretario generale dello Spi territoriale di Bologna

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tante generazioni; non un lavoro statico ma loccasione per riportare la testimonianza, il racconto, la ricostruzione di ci che stato alla attenzione della generazione giovane, perch chi vuole possa conoscere; chi vuole possa riflettere; chi vuole possa trarre le indicazioni, gli orientamenti, le emozioni che il passato ci mette a disposizione. Questo libro, dunque, non sar solo pretesto di una qualche fugace presentazione con ospiti pi o meno autorevoli, ma diventer per noi uno strumento di testimonianza e di discussione negli incontri con i ragazzi delle scuole superiori e pi in generale nelle tante occasioni di confronto e approfondimento che la nostra organizzazione propone alla comunit. Ci sono alcuni passaggi della storia di quegli anni, che ormai rendono chiare alcune circostanze di riferimento che ne furono alla base. Un punto in particolare ormai acquisito: dietro gli attentati e le stragi cera un disegno eversivo preciso e dettagliato; non si trattava di episodi a s stanti, ma di una catena ben ordinata che doveva creare, nella societ italiana, un clima diffuso di paura e di terrore, una tensione costante per la quale sia possibile incolpare i rossiE noi, dopo avere distrutto tutto, ricostruiremo lordine e il rispetto verso le Istituzioni. Laltro punto acquisito lossessione del comunismo e la volont determinata di combatterlo. Lanticomunismo era un requisito importante, dice il colonnello Amos Spiazzi, descrivendo i meccanismi di reclutamento di adepti al disegno e altrettanto esplicito era il tentativo di addossare sul10

le spalle dei comunisti la responsabilit di quello che doveva accadere. Le cronache politiche di questi anni, dal 1994 in avanti, ci dicono come su questa leva dellanticomunismo, abbia agito la stessa politica di Silvio Berlusconi per costruire consenso sulla paura e sulla suggestione che il nostro Presidente del Consiglio cos abile a disseminare e utilizzare. Gli scarsi mezzi di cui la Magistratura disponeva in quegli anni, la difficolt di incrociare dati, avvenimenti, persone e, naturalmente, le ampie e documentate (anche in questo libro) manovre di depistaggio di pezzi deviati dello Stato, non consentirono di leggere i vari episodi come il frutto di un unico piano: stato un ritardo che ha certamente influito sullesito delle indagini e che non ha consentito di accertare sempre e fino in fondo le effettive responsabilit di chi eseguiva ma soprattutto di chi disegnava e decideva. Laltro punto ormai acquisito (anche se mai disvelato fino in fondo) la compromissione diretta di pezzi importanti della articolazione dello Stato nel disegno eversivo che doveva realizzare un nuovo ordine. Agiva un corpo articolato nel quale confluivano uomini delle istituzioni, del potere economico e finanziario, della politica, dei servizi segreti, della massoneria (la loggia P2 di Licio Gelli che il progetto lo mise nero su bianco), che coinvolgeva e utilizzava pezzi di destra eversiva e di criminalit organizzata: di questo corpo molte articolazioni sono tuttora misteriose e protette e non consentono di accertare la verit fino in fondo, come non si11

stancano di ripetere le Associazioni dei familiari delle vittime dei vari attentati, quella della strage di Bologna innanzitutto. Nonostante i tentativi di addossare le responsabilit sulle spalle dei rossi e nonostante dichiarazioni fuorvianti e strumentali che periodicamente vengono sparate da esponenti politici ed istituzionali dal dubbio prestigio, la conclusione che la strategia delle stragi fu una scelta consapevole (e per certi aspetti conseguente) della destra fascista e di organizzazioni satellite, sembra non muovere pi a dubbio. Il disegno, come s detto e come il libro spiega con grande precisione partendo dai documenti disponibili, era chiaro e delineato: anche qui singolare rilevare come tornino alla attualit politicoparlamentare ancora ai giorni di oggi, temi che stavano nel progetto di Gelli e della destra eversiva, a partire dalla libert di stampa, anche allora bersaglio di chi voleva far tacere la verit. Forse allora questo libro di Antonella Beccaria e Riccardo Lenzi ci pu aiutare a ricostruire e mettere in fila fatti, documenti, posizioni che ebbero la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, come avvenimento centrale (un attentato di cui parleranno tutti i giornali del mondo), per provare ad esercitare e tenere viva, sempre, la ricerca della verit. Sperando, prima o poi, che si riesca a svelarla per intero per consegnarla ai ragazzi e alle ragazze di oggi, quelli ai quali spetter di costruire un Paese migliore negli anni a venire. Bologna, luglio 201012

PREFAZIONE di Claudio Nunziata

Da quel 2 agosto 1980 la realt profondamente cambiata. Nonostante il resto del mondo stia viaggiando nella modernit, in Italia ci si fermati alla realizzazione del progetto politico di Licio Gelli che, pur nato gi vecchio, ha trovato attuazione vent'anni dopo. Un progetto politico autoritario che tenta di azzerare il metodo del confronto democratico, stravolgere i principi affermati nella Costituzione e resuscitare le vecchie nostalgie di ex partigiani monarchici, cattolici tradizionalisti ed ex repubblichini riciclatisi nella giovane Repubblica. Dopo la parentesi golpista sviluppatasi sotto il patronato della coppia Kissinger-Nixon (19691974), fu avviato un progetto di trasformazione autoritaria molto pi sofisticato, che la debolezza dei normali strumenti di difesa della democrazia affidati a servizi di sicurezza, oramai inquinati dalle pratiche degli anni precedenti, e a una procura romana non sempre attenta, incoraggi. I successivi e progressivi passaggi il sequestro del figlio dellexsegretario del Psi, onorevole Francesco De Martino (5 aprile 1977), il sequestro e dellomicidio di Aldo Moro (16 marzo 1978), l'omicidio del segretario della Dc siciliana Michele Reina (9 marzo 1979) e poi quello del presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980), la strage di13

Bologna (2 agosto 1980) e l'eliminazione di buona parte della migliore classe dirigente del Paese che avrebbe potuto costituire un ostacolo o frapporsi alla attuazione del Piano rappresentano le tappe dellaffermazione del nuovo soggetto politico formatosi dalla alleanza tra i ceti massonici, paramassonici e i mafiosi pi spregiudicati. Questo soggetto si espresse in forma ancora pi incisiva con le stragi del 1984, 1992 e 1993. E quando la Dc mostr di non essere pi in grado di assicurare coperture politiche, lomicidio di Salvo Lima espresse l'evidente opzione per la sostituzione del vecchio con un nuovo contenitore politico, che era stata gi prefigurata nel Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli. Dopo il 1993 il terrorismo ha finito di svolgere il ruolo di strumento di lotta politica, di mezzo di comunicazione di massa, secondo la cui logica il numero dei morti ammazzati contava quanto il livello di tiratura di un grande quotidiano di rilevanza nazionale. Fu sostituito da un metodo meno violento, ma pi insidioso: il controllo diretto e quasi totale dei mass media. La Costituzione cominci a essere surrettiziamente svuotata di contenuti. Il leader dello schieramento di centro-destra, che ne il fruitore inconsapevole e che si fa spesso vanto di citare Benito Mussolini, ha ripreso il filo di una relazione diretta con le folle oceaniche che una volta si presentavano al balcone di piazza Venezia. La cultura e le alleanze politiche sulla base delle quali ha costruito il suo consenso, anche se non sono le stesse del tempo di Mussolini, rappresentano ceti con lo stesso livello14

di insofferenza verso la legalit, i principi di solidariet, il confronto democratico, che avevano i ceti agrari di un tempo. Per quanto la Commissione parlamentare sulle stragi abbia lungamente lavorato, alla luce di nuovi dati di conoscenza oggi possibile identificarne i seguenti sostanziali limiti: - avere ritenuto che l'ossessione anticomunista fosse l'unica motivazione che agitava spinte eversive, tralasciando i rancori che agitavano ambienti economici e tradizionalisti verso l'estensione

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