AL CUORE DEI CONFLITTI

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AL CUORE DEI CONFLITTI Rassegna cinematografica III edizione info@alcuoredeiconflitti.it www.alcuoredeiconflitti.it

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  • FederazioneItalianaCineforum

  • Visioni e riflessioni sui conflitti geopolitici, ma anche urbani, razziali e di classe, che assillano numerose zone del pianeta. Film inediti per scoprire storie poco conosciute, attraverso gli occhi di chi questi conflitti li ha vissuti o li vive tuttora sulla propria pelle. Per capire un conflitto o una rivalit geopolitica, non basta precisare e cartografare le poste in gioco, bisogna anche cercare, lo si visto soprattutto quando le cause sono complesse di comprendere le ragioni, le idee dei suoi principali attori: capi di Stato, leader di movimenti regionalisti, autonomisti o indipendentisti, eccetera. Ciascuno di essi esprime e influenza a un tempo lo stato danimo della parte di opinione pubblica che rappresenta. Il ruolo delle idee - anche se sbagliate capitale in geopolitica. Sono esse a spiegare i progetti e a determinare la scelta delle strategie, certo insieme ai dati materiali.

    Yves Lacoste

    Al CUORE DEI CONFLITTIRassegna Cinematografica - III edizione

    un progetto diFederazione Italiana Cineforum in collaborazione con Laboratorio 80

    A cura di: Chiara Boffelli (Laboratorio 80)Progetto Grafico: Paolo Formenti - PiEFFE Grafica*Sito web: PiEFFE ACME, Emanuele Castelli (S.P.S.), Veronica Varini, MuttleySottotitoli: Laura Di Mauro, Veronica Varini, Martina FiorellinoTraduzioni: Laura Di MauroIl catalogo a cura di: Chiara BoffelliMateriali di documentazione e iconografici: Veronica VariniElaborazioni video: Lab 80 TUC, Andrea Zanoli, Sergio Visinoni, Alberto Valtellina, Martina FiorellinoTrasporti: Dario Catozzo (Lab 80 film)

    RingraziamentiGianluigi Bozza, Maurizio Cau, Cristina Lilli, Enrico Zaninetti (FIC), Luisa Chiodi, Francesca Vanoni, Chiara Sighele, Giorgio Comai (Osservatorio Balcani e Caucaso), Angelo Signorelli (Laboratorio 80), Paola Gandolfi (Universit degli Studi di Bergamo), Daniela Vincenzi (Fondazione Alasca), Fiammetta Girola (Bergamo Film Meeting), Alberto Valtellina, Sergio Visinoni, Andrea Zanoli (Lab 80 film).

    Per il film Armadillo si ringrazia: Miriam Nrgaard (f-film.com), Lara Casirati (Milano Film Festival), Anne Marie Krstein (Danish Film Institute)Per il film Miracle Seller si ringrazia: Boleslaw Pawica, Jaroslaw SzodaPer il film Neds si ringrazia: Manuela Comps (WILD BUNCH)Per il film Tambin la lluvia si ringrazia: Manuela Comps (WILD BUNCH)Per il film Tahrir - Liberation Square si ringrazia: Francesca Dolzani, Stefano Savona (PICOFILMS)

    La rassegna sar ospitata, da febbraio a dicembre 2012 in numerose citt italiane. Il programma completo e aggiornato consultabile sul sito www.alcuoredeiconflitti.it

  • La Federazione Italiana Cineforum, fondata nei primi anni Cinquanta, riunisce attualmente circa 130 cineforum e cineclub in attivit, sparsi in tutto il paese, nelle grandi citt come nei piccoli comuni. Il lavoro dei cineforum della FIC volto a far conoscere i film dei pi significativi autori contemporanei come anche i capolavori dei maestri della storia del cinema. La Federazione edita anche la rivista Cineforum, tra le voci pi autorevoli nel campo della critica cinematografica. La FIC organizza sul piano nazionale convegni, corsi e incontri sia sui problemi dellassociazionismo culturale come anche sul cinema e sul lavoro critico.www.cineforum-fic.com

    Il Laboratorio 80 una delle pi longeve associazioni di cultura cinematografica esistenti in Italia nonch uno dei soci fondatori della Federazione Italiana Cineforum. Nasce nel 1959 con il nome di Cineforum di Bergamo e fin dallinizio si caratterizza per la particolare attenzione rivolta alle esperienze autoriali pi significative e innovative della produzione nazionale e internazionale. Organizza le proiezioni nellAuditorium di Piazza Libert, proponendo retrospettive, rassegne tematiche, anteprime, eventi anche in collaborazione con altre associazioni culturali presenti sul territorio. Diverse sono le attivit collaterali alla programmazione cinematografica, tra cui corsi e seminari di introduzione e approfondimento del linguaggio cinematografico. www.lab80.it

    Osservatorio Balcani e Caucaso (OBC) un progetto della Fondazione Opera Campana dei Caduti allincrocio tra un media elettronico, un centro studi e un centro servizi che esplora le trasformazioni sociali e politiche nel sud-est Europa, in Turchia e nel Caucaso. Attraverso linterazione tra un gruppo di lavoro con sede operativa a Rovereto (TN) e una rete di oltre 40 corrispondenti e collaboratori locali produce informazione e analisi che vengono pubblicate quotidianamente sul web. Il portale di Osservatorio intreccia informazione, ricerca e stimolo alla cooperazione internazionale e viene visitato da oltre 100 mila lettori al mese: docenti e ricercatori; giornalisti; studenti; diplomatici; funzionari di Enti locali, regionali e nazionali; policy makers; volontari e professionisti della solidariet internazionale; operatori economici; cittadini delle diaspore del sud-est Europa e del Caucaso; turisti e viaggiatori; semplici curiosi. www.balcanicaucaso.org

    FederazioneItalianaCineforum

  • Regia: Janus Metz - Sceneggiatura: Janus Metz - Fotografia: Lars Skree - Montaggio: Per K. Kirkegaard - Musica: Uno Helmersson - Origine: Danimarca 2010 - Durata: 90 - Website: www.armadillothemovie.com

    Premi e festival: Festival di Cannes (Gran Prix alla Settimana Internazionale della Critica), European Film Awards (Nomination come miglior documentario), Karlovy Vary International Film Festival, Milano Film Festival.

    Mads e Daniel sono partiti per la prima missione nella provincia di Helmand, in Afganistan. La loro sezione a Camp Armadillo, sulla linea del fronte di Helmand dove si combatte violentemente contro i Talebani. I soldati sono l per dare aiuto agli Afgani ma via via che i combattimenti sintensificano e le operazioni diventano pi cruente, Mads, Daniel e i loro amici diventano sempre pi cinici. Tra alienazione e disillusione, sfiducia e paranoia prendono il sopravvento.

    di Fabien Lemercier

    Un documentario di una forza eccezionale ha sconvolto il pubblico della Settimana della Critica del Festival di Cannes: Armadillo di Janus Metz. Immersione di sei mesi nel quotidiano di ununit di soldati danesi della forza dintervento internazionale in Afghanistan, il film rivela la complessit di questa strana guerra avvicinandosi come non mai al soggetto. Incollata pericolosamente ai protagonisti, la cinepresa coglie la violenza allo stato brado, evidenzia i paradossi di questi uomini perennemente a rischio e si interroga, senza partito preso, sulle ragioni e i limiti della presenza militare in Afghanistan.Fategli assaporare linferno questa mattina! Siete qui per questo: sono le parole rivolte ai soldati danesi di stanza per qualche mese al campo Armadillo, nella provincia di Helmand. Al di l di un perimetro di 800 metri si trova il nemico invisibile, i talebani. La missione? Costringere lavversario a combattere, cercando al contempo di ammansire la popolazione locale. Aspettatevi dellazione! Sar interessante, annuncia un caporale accogliendo i nuovi arrivati, alcuni dei quali sono stati

  • presentati allo spettatore al momento di partire dalla Danimarca (famiglie preoccupatissime, serate in locali trash di striptease, commoventi saluti allaeroporto). Lazione in Armadillo non manca, tanto da assomigliare a unopera di finzione per la straordinaria vicinanza tra questi soldati e la cinepresa che analizza minuziosamente il loro quotidiano, i loro stati danimo e lo scivolamento progressivo verso la parte oscura dellumano. Preparativi, pattugliamenti e debriefing scandiscono la vita del campo. La tensione si accumula: paura delle mine (ho raccolto i resti per sei ore), sensi di colpa (una granata uccide una ragazzina), momenti di distensione (film porno, videogiochi, telefonate alle famiglie), rapporti ambigui con gli abitanti locali di cui i soldati calpestano i raccolti... Lattesa logora i nervi dei militari cui capita a volte di essere sommersi dalle pallottole

    nonostante le molteplici tecnologie di sostegno (droni, sorveglianza video e intercettazioni), lasciando feriti sul campo. Unattesa che fa emergere poco a poco sentimenti violenti e aumenta il distacco con la popolazione locale. Armadillo potrebbe sembrare un brillante film di propaganda a favore della presenza delle truppe in Afghanistan, ma Janus Metz, alla lunga, smentisce questa impressione. Una scena spaventosa mostra luccisione di tre afgani semplicemente perch sospettati di essere nemici. Poi, viene mostrato un intenso combattimento in cui muoiono diversi talebani. Come unombra nel caos, la camera coglie una brutalit estrema, ladrenalina e la paura onnipresenti. C chi perde il controllo, segue inchiesta, ma regna la solidariet: nulla ufficialmente accaduto e i soldati ricevono una medaglia. Per loro tempo di tornare in patria, ma molti vorrebbero essere di nuovo al fronte. E gli spettatori vengono lasciati alle loro riflessioni, al termine di un film impressionante che rimarr nella storia della Semaine.Fonte: Cineuropa, 7 Giugno 2010

    di Roberta Ronconi

    A volte i critici sanchi si domandano che motivo di esistere abbiano i festival. Fino a quando, ogni volta, non incontrano il film che d loro il senso smarrito. Questanno a Cannes il nostro film si intitola Armadillo, ed lopera prima di un giovane regista danese di nome Janus Metz. Selezionato dalla Settimana della critica, il titolo concorre per il premio Camera dOr come miglior opera prima. Sarebbe il minimo, per un film come questo. Che racconta la guerra come mai nessuno prima.Un regista e un direttore della fotografia decidono di seguire un gruppo di giovani danesi in missione per lAfghanistan, rischiando la pelle. Partono i giovani militari - con lintenzione dichiarata di aiutare i civili, e finiscono o ammazzati o drogati dalla guerra.Attaccato ai suoi giovani protagonisti, Armadill