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  • Affresco principale:E’ la casa della Venere in conchiglia, che prende il suo nome dall’affresco che si trova proprio lì, di fronte all’ingresso sul fondo del peristilio: una finta finestra dà l’illusione di aprirsi sul mare ed ecco una rappresentazione di Venere - che, insieme a Marte, è la divinità protettrice di Pompei- che giace distesa su una conchiglia mentre viene trasportata dalle onde. Ad accompagnarla ci sono due amorini. L’affresco riprende il racconto di Esodo, “La nascita di Venere dalle acque“, secondo il quale la dea dell’amore sarebbe nata dalla spuma del mare e trasportata da Zefiro fino a Cipro, dove poi le Ore l’avrebbero condotta al cospetto delle altre divinità. Venere appare nuda, vestita solo di un diadema nell’acconciatura in stile Flavio, dei bracciali e delle cavigliere d’oro.In mano un ventaglio. Accanto alla Venere c’è il suo amante, Marte, dipinto però su un pannello a parte. Secondo alcuni studiosi potrebbe essere la copia romana del famoso ritratto di Campaspe, amante di Alessandro Magno, Certo, alla luce della storia dell’arte moderna l’opera non è di pregiata fattura, ma per l’epoca era un vero e proprio capolavoro di alta espressione artistica - possiamo vederlo come un antenato del quadro di Botticelli, insomma-, sia per la maestosità delle dimensioni, sia per il tentato approccio alla tecnica prospettica. In altre case incontreremo questi approcci allo studio della prospettiva. - I pompeiani, infatti, non solevano arredare le domus, ma ne dipingevano gli interni. Per spiegarci meglio, “affrescavano la mobilia“. E, ulteriore step avanti nell’ home design, era la moda di dipingere finestre e balconi che affacciavano su immaginari paesaggi. Questo dava profondità agli ambienti interni e dava quasi l’illusione di trovarsi sempre in ambienti aperti.Da lontano comunque la resa scenica, grazie anche alle pitture di contorno e alla ricca fauna, è eccezionale. Punto centrale della casa è appunto il bellissimo giardino che circonda l’impluvium con il portico colonnato sui due lati su cui si aprono i vari ambienti. Tutto intorno son affrescate scene di vita bucolica: fagiani, uccelli e piante si affacciano da dietro alla florida vegetazione che riempie il peristilio.

    GIARDINI POMPEIANI:

    Dall’orto al viridarioAnche nelle case pompeiane più antiche uno spazio, seppure a volte piccolo, era destinato al verde. Si trattava spesso di un giardino nel quale venivano coltivate soprattutto verdure e ortaggi, utilizzati a scopo alimentare. L'hortus occupava in genere il settore posteriore dell'abitazione, alle spalle del tablino, ed era chiuso verso l'esterno da muri perimetrali, dove a volte si apriva una porta secondaria che lo collegava all'esterno. Esso faceva comunque parte del settore strettamente privato della casa e la sua cura era compito della padrona. Progressivamente, quando l'influenza ellenistica si fa evidente nell'evoluzione architettonica della casa, le aree di rappresentanza acquistano sempre maggiore spazio, estendendosi ben oltre il tablino. L'hortus, così, circondato da porticati, è inserito nel peristilio, ambiente cardine della nuova articolazione della domus, perdendo la sua funzione pratica legata alla coltivazione a scopo alimentare e acquistando il carattere ornamentale del viridarium. Il viridarium si articola spesso in spazi organizzati secondo linee geometriche e simmetriche, con al centro una vasca o una fontana.L'arTE topiaria Nella scelta delle piante da coltivare prevalgono ormai le esigenze imposte dalla nuova arte della cura dei giardini (ars topiaria), che costruisce forme geometriche e naturalistiche disegnate con le essenze arboree: diventa quindi importante la selezione delle piante adatte, spesso sempreverdi piuttosto che da fiore, in modo da offrire un effetto durevole, compito non più della matrona, ma di una figura specializzata, il topiarius, un pò giardiniere, un pò architetto. Il compito del topiarius non si limita infatti alla pura coltivazione delle piante, ma anche alla cura dell'aspetto artistico del giardino nel suo complesso, anche con il taglio delle foglie e dei rami, per dare alle piante una funzione quasi scultorea. Il disegno ottenuto con le essenze arboree era arricchito da piante in vaso e da sculture.Spesso l'integrazione con il porticato del peristilio è perfetta: la decorazione dei muri riprende la rappresentazione di piante e di architetture da giardino, quasi ad ampliare illusionisticamente lo spazio a disposizione. Le pitture ci offrono la rappresentazione di giardini lussureggianti, con arboscelli e alberi dove svolazzano uccelli, e dove elementi architettonici ospitano statue, fontane, vasi di marmo. In alto, ghirlande e festoni pendenti completano la decorazione, che si arricchisce di maschere teatrali appese (oscilla).Alcune case che disponevano di spazi ridotti si dotarono di uno xystus, un piccolo giardino che si articolava con vialetti e aiuole in spazi limitati.Gli elementi decorativi del giardinoSulla scorta delle influenze ellenistiche e orientali i giardini acquistano un carattere sempre più monumentale: non solo si richiedono spazi ma il giardino, con la sua decorazione arborea, si arricchisce di fontane, sculture e di architetture spesso complesse, che competono con lo sfarzo e la grandiosità dei giardini delle ville urbane. Una serie di piccole statue, spesso legate con il mondo della natura e della fecondità, vengono collocate all'interno del giardino, quasi come se questo costituisse la scenografia di una rappresentazione sacra. Temi prediletti sono quelli dionisiaci, con episodi legati al mito di Bacco e con statue di Fauni, Sileni ed altre figure del corteo bacchico. Accanto ad esse ci sono spesso una serie di elementi simbolici come erme, maschere teatrali e altri oggetti con valore propiziatorio.La costruzione di età augustea dell'acquedotto del Serino porta ad incrementare nei giardini l'apporto d'acqua che zampilla da statue, da vasche e fontane di diversa forma e scorre in stretti canali che richiamano ruscelletti e l'euripo, di diretta ispirazione egiziana. Attorno si dispongono erme e statue, mentre piccoli salti di quota creano giochi d'acqua. Secondo alcuni studiosi, il canale centrale del giardino della Casa di Ottavio Quartione doveva produrre una vera e propria simulazione dell'inondazione periodica del Nilo; numerose statuette e continui riferimenti a culti isiaci sottolineavano i richiami all'ambiente egiziano. Molto spesso veniva realizzato un sistema di zampilli collegati a statue e a bacini, come nella Casa dei Vetti, dove il peristilio conta oltre quattordici fontanelle.Presenza sostanzialmente costante è il ninfeo, che aveva la funzione di richiamare grotte e anfratti naturali, con pietre spugnose che riproducevano l'aspetto esteriore delle spelonche, luogo di culto di ninfe e divinità della natura. Elemento centrale è l'acqua, che sgorga spesso da fontane monumentali rivestite di conchiglie o da tessere di mosaico di vetro che rispecchiavano, con giochi di luci, i riflessi dell'acqua che fluisce. Il ninfeo costituiva una quinta, più o meno discreta, al giardino e spesso era associato all'uso del triclinio estivo, dove i commensali partecipavano al banchetto sui letti tricliniari, mentre acqua zampillante scorreva intorno a loro.Nella trasformazione della domus, il giardino assume una posizione sempre più privilegiata nella prospettiva scenografica e la continuità con il resto della casa è a volte sancita dalla trasformazione dell'impluvium in una vasca di una fontana monumentale.

    Il rinascimento italiano ispirò una rivoluzione anche nel giardinaggio. I giardini rinascimentali erano ricchi di scene tratte dalla mitologia e da allegorie. In particolare in questo periodo divenne importante l'uso dell'acqua, come simbolo di fertilità ed abbondanza della natura.I giardini a terrazze ne sono un esempio.Con il passare dei secoli l’utilizzo e la funzione del giardino è cambiata radicalmente. Dal ventesimo secolo fino ad oggi il giardino è spesso un semplice abbellimentoesteticodell’abitazione privata, la vegetazione si limita a semplici arbusti e piante da vaso per le villette, o a semplici olivi, pini, piante da frutto nelle case in aree di campagna o con spazio esterno abbastanza grande. Le nuove tecnologie edilizie oramai permettono anche l’introduzione di grandi piante che normalmente troviamo in zone molto più aperte riproposte all’interno di palazzi in piena città grazie a sistemi di irrigazione particolari; esempio celebre il bosco verticale a Milano.