3 . Il processo camerale ibrido

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3 . Il processo camerale ibrido. Lezioni anno accademico 2013/2014 Secondo semestre. L’opzione della riforma. - PowerPoint PPT Presentation

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Diritto fallimentare

3. Il processo camerale ibridoLezioni anno accademico 2013/2014Secondo semestreLopzione della riformaE gi stato possibile evidenziare che la riforma ha abbandonato il modello monitorio processo sommario-eventuale processo ordinario di opposizione, per optare verso le forme camerali-sommarie, che gi avevano contraddistinto in parte il diritto fallimentare nel regime previgente.Scelta non unilateraleIn realt la scelta non univoca, poich in alcuni casi:Processo per la dichiarazione di fallimento;Processo di accertamento dei crediti e dei diritti reali;Processo di impugnativa degli atti degli organi giurisdizionali del fallimento;il legislatore ha adottato un modello camerale ibrido.

Il camerale ibridoPer camerale ibrido deve intendersi un richiamo alle forme camerali solo formale e nominalistico essendosi nella realt adottato un modello assimilabile ad un processo di cognizione piena con rito speciale. Ne sono indicative le prescrizioni in ordine alla domanda (analogia allart. 163 c.p.c.), in ordine allatto difensivo del convenuto (analogia allart. 167 c.p.c.); in ordine alla introduzione di un sistema di preclusioni allattivit difensiva delle parti; la disciplina di unattivit istruttoria in cui ha svolgimento il diritto alla prova della parte con attenuazione dei poteri istruttori dellufficio, la frequentazione di misure anticipatorie.La diversificazione dei camerali ibridiTuttavia il legislatore non adotta un unico processo camerale ibrido che nasconde un processo a cognizione piena di diritto speciale, ma vari modelli diversificati, con riti speciali differenti luno allaltro, distinguendosi:Il rito per la dichiarazione di fallimento;Il rito per laccertamento del passivo;Il rito per la impugnativa degli atti degli organi giurisdizionali Il modello camerale puroViene tuttavia adottato in alcune ipotesi (le impugnative degli atti degli organi amministrativi del fallimento; i procedimenti di ripartizione del ricavato, di chiusura del fallimento, di rendiconto, di esdebitazione, ecc.) il c.d. camerale puro, ovvero il richiamo agli artt. 737 e ss. c.p.c. senza alcuna variante, con una disciplina non univoca anche in questo caso.I processi sommari fallimentariOltre ad un processo camerale ibrido e puro, con connotati di evidente specialit del diritto processuale fallimentare, il nuovo sistema riformato conosce alcuni episodi di tutele sommarie di natura cautelare e/o anticipatoria, che pure essi dovranno essere oggetto di studio particolare per la loro specialit.

La specialit del diritto processuale fallimentareE necessario dunque studiare la specialit del diritto processuale fallimentare muovendo prima dal processo camerale ibrido per poi esaminare in un secondo capitolo il processo camerale puro ed infine in un ultimo capitolo la cognizione i processi cautelari sommari e non nel diritto fallimentare.Il processo per la dichiarazione di fallimentoFunzione dichiarativa e sostitutivaGi si detto che il processo per la dichiarazione di fallimento che assume i caratteri del rito camerale ibrido ha la funzione di accertare la fattispecie dellimprenditore commerciale insolvente, aprendo, come effetto costitutivo, lapplicazione del regime del diritto concorsuale ed in specie dedicato al fallimento in senso stretto.La giurisdizioneIl tema della giurisdizione deve tener conto della sempre maggiore integrazione internazionale delle imprese, con sedi in varie nazioni e i principi della concorsualit che implicano il coinvolgimento delluniversalit dei beni, dal lato attivo, e della universalit dei creditori, dal lato passivo.Il problemaDunque non si tratta solo di identificare un giudice, ma quello di coordinare le eventuali procedure concorsuali promosse nei vari ordinamenti.Stati Extraeuropei-stati europeiMentre per la comunit europea stato adottato un regolamento (n. 1346 del 29 maggio 2000), le imprese multinazionali con sedi in stati extra europei, sono ancora assoggettate allart. 9.Regime previgenteIl vecchio tenore dellart. 9 sanciva, in aderenza al principio autarchico che ispirava il ventennio (autosufficienza delleconomia dellordinamento italiano), ammetteva la giurisdizione del giudice italiano anche se limpresa aveva sede principale allestero.La norma non si poneva alcun problema di coordinamento tra i diversi procedimenti

Correttivo interpretativoAllinterprete non restava che applicare lart. 7, legge n. 218/1995, laddove in caso di litispendenza internazionale imponeva il criterio della prevenzione come soluzione al conflitto.Disciplina attualeLattuale tenore prevede la dichiarazione di fallimento in Italia anche se limpresa ha sede principale allestero, sottintendendo che limpresa debba avere almeno in Italia una sede secondaria.La riprova nellultimo comma dellart. 9 che fa salva la giurisdizione italiana anche in caso di trasferimento allestero nellanno della sede.Imprenditori con beni in ItaliaQualora limprenditore non abbia sede in Italia, neppure secondaria, non potr aversi dichiarazione di fallimento.Per i beni di cui proprietario in Italia varranno le regole di diritto internazionale privato processuale sullefficacia dei provvedimenti giurisdizionali stranieri in Italia. Salvezza del regime convenzionaleResta salva una diversa determinazione delle convenzioni internazionali e della normativa comunitaria (attualmente solo San Marino del 1939, mentre la convenzioni con Francia e Austria sono assorbite nel regolamento).Il regolamento CECon il regolamento n. 1346 si risolto sia il profilo della giurisdizione, che il profilo del coordinamento tra le plurime concorsuali.La giurisdizioneIl regolamento contempla la giurisdizione del paese ove limpresa ha la sede principale e la giurisdizione dei paesi ove limpresa ha sede secondaria, distinguendo un fallimento principale da un fallimento secondario.Sede principaleLa nozione comunitaria corrisponde alla nozione interna di centro degli interessi dellimprenditore (art. 9, 1 comma), ovvero il luogo ove vengono assunte le decisioni fondamentali dellimpresa, normalmente il luogo dellamministrazione, non esclusivamente il luogo della produzione o dello scambio di merci o servizi.

Coordinamento sotto il profilo dellazione- Il curatore del fallimento principale pu assumere iniziativa cautelare e conservativa, prima che sia dichiarato il fallimento secondario nellordinamento corrispondente;- Il curatore del fallimento principale pu promuovere una procedura secondaria in altro ordinamento;- Il curatore del fallimento principale pu insinuare al passivo del fallimento secondario tutti i creditori gi ammessi al suo passivo.Coordinamento sotto il profilo della litispendenza- La procedura secondaria pu aver luogo anche quando non promossa o non pu aver luogo quella principale;il curatore di uno qualunque dei fallimenti deve informare tutti i creditori, indicando le forme dellatto di insinuazione, che possono insinuarsi nel suo fallimento;- il fallimento secondario pu esser sospeso in attesa degli esiti di quello principale se capace di chiudere il fallimento e il residuo attivo di quello secondario deve essere trasferito a quello principale.Coordinamento sotto il profilo dei provvedimentiLa sentenza che dichiara il fallimento in uno Stato efficace anche nellaltro, salvo la violazione di regole di ordine pubblico e lefficacia riguarda anche tutte le misure conservative, pure aventi forma diversa dalla sentenza e pure i provvedimenti di cause connesse, come lazione revocatoria fallimentare.Competenza per materia e per territorioE per materia competente il tribunale sul procedimento per la dichiarazione di fallimento del luogo ove ha sede principale limpresa (competenza territoriale inderogabile ex art. 38 c.p.c. essendo dettata per un procedimento in camera di consiglio).RatioLa delicatezza della materia e gli interessi pubblici implicati, rappresentati dallintervento necessario del P.M., rendono necessaria la competenza per materia del tribunale. Sul piano territoriale il riferimento al centro direttivo degli interessi dellimprenditore dove sono pi facilmente reperibili i dati contabili necessari (per questo non ha rilievo il luogo dellattivit produttiva o dellatto tipico dellimprenditore, ma il centro della direzione e amministrazione dellimpresa).Sede formale e sede sostanzialeIl riferimento normalmente alla sede indicata nel registro delle imprese, ma sino alla prova contraria, poich in tal caso prevale la sede sostanziale o di fatto.Perpetuatio iurisdictionisOnde evitare frodi alla ricerca del giudice pi favorevole, non hanno rilievo i trasferimenti della sede entro lanno dal deposito della domanda per la dichiarazione di fallimento (art. 9, 2 comma).La pronuncia sulla competenza: regime previgenteIn difetto dellattuale ampia disciplina, la Corte di cassazione aveva ammesso un regolamento di competenza nel caso di conflitti positivi o negativi di competenza nellambito fallimentare, forzando listituto:ammettendo un regolamento fuori termine (art. 47 c.p.c.);Non estendendo la disciplina sulla traslatio iudicii (art. 50 c.p.c.)segueIn caso di conflitto positivo, il giudice di legittimit applicava il criterio della prevenzione (art. 39, 1 comma c.p.c.).In caso di conflitto negativo era dato al secondo giudice lo strumento del regolamento dufficio ex art. 45 c.p.c.segueIn caso di pronuncia di fallimento, il profilo sulla sola competenza doveva essere fatto valere con il regolamento necessario; unimpugnativa mista, con lopposizione.In caso di rigetto del fallimento per incompetenza, era inevitabile il reclamo ex art. 22 e allesito leventuale regolamento necessario di competenza.il problema della inapplicabilit dellart. 50 c.p.c.Nel caso di pronuncia sulla competenza non era chiaro se il giudice dovesse limitarsi a revocare il fallimento o indicare il giudice competente e trasferire dufficio gli atti al medesimo (stante loriginaria promuovibilit dufficio del fallimento).La lettura prevalente era nel senso della tr