03 inail guida datori di lavoro e lavoratori

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  • 1. Per Lavoratori e Datori di LavoroUn percorso formativosulla prevenzionedei fattori di rischio tipicidel settore metalmeccanicoEdizione 2011

2. Realizzato daINAILIn collaborazione conENFEA (Ente Nazionale per la Formazione e lAmbiente)Per informazioniDirezione Centrale PrevenzioneP.le Giulio Pastore, 6 - 00144 RomaFax 0654872295dcprevenzione@inail.itDirezione Centrale ComunicazioneP.le Giulio Pastore, 6 - 00144 RomaFax 0654872295dccomunicazione@inail.itStampato dalla Tipolitografia INAIL - Milano, marzo 2012 3. INDICEAGENTI BIOLOGICI 7INTRODUZIONE 7IL RISCHIO 7LA PREVENZIONE 9AGENTI CHIMICI 10INTRODUZIONE 10IL RISCHIO 10LA PREVENZIONE 13ETICHETTATURA E SCHEDE DI SICUREZZA15AGENTI CANCEROGENI 17INTRODUZIONE 17IL RISCHIO 17LA PREVENZIONE 19AGENTI USTIONANTI21INTRODUZIONE 21IL RISCHIO 22LA PREVENZIONE 23APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO 25INTRODUZIONE 25IL RISCHIO 26LA PREVENZIONE 28CADUTA DI MATERIALI31INTRODUZIONE 31IL RISCHIO 31LA PREVENZIONE 33CAMPI ELETTROMAGNETICI 34INTRODUZIONE 34IL RISCHIO 35LA PREVENZIONE 37CARRELLI ELEVATORI 38INTRODUZIONE 38IL RISCHIO 38LA PREVENZIONE 41CARRELLI PORTA PALLET A CONDUZIONE MANUALE 44INTRODUZIONE 44IL RISCHIO 44LA PREVENZIONE 46FUMI E VAPORI47INTRODUZIONE 47IL RISCHIO 48LA PREVENZIONE 493 4. INFORTUNI DI ORIGINE MECCANICA50Introduzione50Il rischio51La prevenzione52LUOGHI DI LAVORO55Introduzione55Il rischio55La prevenzione57MACCHINE A CONTROLLO NUMERICO 59 Introduzione 59 Il rischio 60 La prevenzione 62MAGAZZINI 65 Introduzione 65 Il rischio 65 La prevenzione 67MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI70 Introduzione 70 Il rischio 71 La prevenzione 74MOVIMENTI RIPETITIVI78 Introduzione 78 Il rischio 79 La prevenzione 81NASTRI TRASPORTATORI82Introduzione82Il rischio82La prevenzione83POLVERI 85Introduzione85Il rischio85La prevenzione87PROIEZIONE DI MATERIALI 88Introduzione88Il rischio88La prevenzione89RADIAZIONI IONIZZANTI 90Introduzione90Il rischio91La prevenzione93RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE E INFRAROSSE 94Introduzione94Il rischio95La prevenzione964 5. RIBALTE - PIANI DI CARICAMENTO96Introduzione96Il rischio96La prevenzione98RISCHIO ELETTRICO99Introduzione 99Il rischio100La prevenzione102RISCHIO ESPLOSIONE103Introduzione103Il rischio103La prevenzione105RISCHIO INCENDIO107Introduzione107Il rischio107La prevenzione108RUMORE111Introduzione111Il rischio113La prevenzione114VIBRAZIONI115Introduzione115Il rischio115La prevenzione116DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE 1175 6. AGENTI BIOLOGICIINTRODUZIONEIn alcuni settori lavorativi, la presenza di agenti biologici, cio di micror-ganismi capaci di penetrare nellorganismo umano e produrre infezioni, costante e ben conosciuta, come ad esempio nelle attivit sanitarie. Inaltri settori, come nelle attivit metalmeccaniche tradizionali, la presenzadi agenti biologici sicuramente meno consueta, ma non del tutto trascu-rabile. Si parla, in questo caso, di un rischio di esposizione potenziale adagenti biologici (Titolo X del Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i.). Con iltermine agente biologico si indica unampia serie di organismi viventicome: batteri, virus, funghi o miceti, parassiti. Solo alcuni di questi sonodannosi per luomo, e quelli che risultano patogeni, cio capaci di produrreinfezioni, hanno gradi di aggressivit molto diversi. Per questo, la norma-tiva classifica gli agenti biologici in quattro gruppi, in base alla loro capacitdi provocare malattie nei soggetti umani. La classificazione in ordine cre-scente, in relazione alla gravit della patologia indotta sullorganismoumano e alla disponibilit di misure di profilassi (Allegato XLVI del DecretoLegislativo 81/2008, e s.m.i.).I microrganismi si trasmettono alluomo dallambiente esterno, da altri uo-mini o animali, con modalit abbastanza tipiche. I microrganismi che cre-scono e si sviluppano sulla pelle si trasmettono per contatto cutaneo e quiprovocano infezioni da: funghi (micosi), virus (herpes, verruche), batteri(follicoliti, piodermiti), parassiti (scabbia, zecche, pidocchi).I microrganismi che vengono eliminati con le feci di soggetti infetti, pos-sono essere trasmessi per ingestione attraverso alimenti o acqua conta-minata, come nel caso della salmonellosi, del colera e dellepatite A. Granparte delle infezioni trasmessa per via aerea, cio inalando microrgani-smi dispersi nellaria, emessi con starnuti, tosse, aria espirata da soggettiinfetti. Con questa modalit si trasmettono, ad esempio, il raffreddore,linfluenza, la polmonite, la tubercolosi. Infine, alcune malattie sono tra-smesse attraverso il sangue, con punture o ferite accidentali con oggettiinfetti, schizzi o imbrattamenti delle mucose e della pelle lesionata (scre-polata, ferita) con sangue infetto. Con questa modalit, si trasmettonolepatite B e C e il virus dellAIDS.IL RISCHIOSi pu riconoscere in ogni ambiente lavorativo un rischio generico diesposizione ad agenti biologici presente in tutte le collettivit, che co-munque giustifica lattenzione che deve essere posta alle comuni normedi igiene (frequenza e accuratezza delle pulizie dei locali, dotazione dispogliatoi, servizi igienici, docce, uso individuale dei dispositivi di pro-7 7. tezione personale, disinfezione di dispositivi di protezione usati da pipersone).In particolare, nel settore metalmeccanico presente un rischio specifico,legato alla contaminazione dei fluidi lubrorefrigeranti (oli minerali) da partedi batteri e/o funghi.Rischio di infezione da oli minerali contaminati - principali cause: Inadeguato trattamento dei liquidi (sostituzione, filtrazione, additiva-zione con sostanze battericide). Assenza o inefficienza di schermature sulle macchine. Contatto cutaneo diretto per manipolazione di pezzi bagnati, schizzi,contaminazione dellambiente circostante le macchine. Contatto cutaneo indiretto per permanenza di oli sugli indumenti di la-voro.Gli oli minerali veri e propri (derivati dalla raffinazione del petrolio grezzo),gli oli sintetici e semisintetici (prodotti artificialmente con reazioni di sin-tesi), sono impiegati molto comunemente sulle macchine per la lavora-zione dei metalli, per ridurre lattrito e lusura tra utensile e pezzo inlavorazione, per raffreddare, per impedire la corrosione e lossidazione.Sono in genere utilizzati in emulsione con acqua, in percentuali che varianodall1% al 10%, in circuiti che prevedono il recupero in vasche di raccoltae il ricircolo del fluido. consuetudine, invece di rinnovare totalmente il fluido in uso, fare perio-dicamente dei rabbocchi, senza verificare la carica batterica presente, ncorreggere la contaminazione con appositi prodotti antimicrobici. Questasituazione favorisce lo sviluppo di batteri e/o funghi, che si moltiplicanoprogressivamente con linvecchiamento dei liquidi lubrorefrigeranti.La manipolazione di pezzi bagnati, gli schizzi che si producono nelle lavo-razioni non adeguatamente presidiate con schermature, la presenza dinebbie che si depositano ovunque nellambiente, sono occasioni di contattomolto diffuse e continuative. A questo, pu aggiungersi il contatto con in-dumenti da lavoro sporchi, i quali trattengono la componente oleosa anchequando sono asciutti.Il contatto con la pelle, soprattutto se essa non integra, bens presentapiccole ferite o abrasioni, pu causare infezioni. Le superfici cutanee sucui si ha crescita di peli, come il dorso della mano e dellavambraccio, o lasuperficie superiore della coscia, sono particolarmente interessate dalleinfezioni, in quanto gli oli si depositano nel follicolo da cui esce il pelo e loostruiscono, favorendo cos il formarsi di infezioni molto simili ai foruncoli(follicoliti).Uninfezione che non affatto un ricordo del passato, ma che estrema-mente rara solo per lefficacia della vaccinazione obbligatoria, il tetano,infezione causata dalle spore di un microrganismo (clostridio del tetano),8 8. che sopravvivono a lungo nei terreni o su oggetti che sono tenuti al-laperto. Sono, quindi, da considerare i rischi di ferimento e abrasione nellamanipolazione di rottami, o di pezzi che sono stati a lungo utilizzati o de-positati in ambienti aperti. Sono pi temibili, in questo caso, piccole feritecon scarso sanguinamento, graffi o punture, per la maggiore possibilitche le spore vengano trattenute nei tessuti.LA PREVENZIONEIl controllo del rischio biologico da oli minerali contaminati , in primoluogo, sulla fonte del rischio, cio sulla qualit dei liquidi utilizzati, sulgrado di contaminazione e sulle modalit di trattamento dei liquidi in-vecchiati. I rabbocchi periodici possono essere una soluzione tecnica edeconomica ma non modificano, anzi perpetuano, il rischio di infezioni. invece appropriato il rinnovo completo dei liquidi, accompagnato dallapulizia delle vasche di raccolta. Periodicamente si pu verificare la ca-rica batterica dei liquidi, indi correggere la contaminazione con appositiadditivi.Unulteriore azione di contenimento del rischio lintervento sulle mac-chine e sullambiente di lavoro, limitando la dispersione di oli, per mezzodi: schermature antispruzzo, chiusura delle macchine, sistemi di abbatti-mento delle nebbie.Anche la pulizia degli ambienti, la rimozione di sfridi bagnati depositati aterra e lasciugatura delle superfici contaminate, contribuiscono a ridurrelesposizione.Da ultimo, possono essere adottate le protezioni personali per contenerequei rischi residui che non sono totalmente controllabili con le misureambientali. utile, per il lavaggio delle mani, lutilizzo di saponi che non indeboli-scano la struttura e le difese naturali della pelle, come i saponi neutri.Luso invece di saponi aggressivi, come le paste abrasive, o peggio an-cora dei solventi, facilita lingresso di batteri e sostanze chimiche attra-verso la cute.Il rischio di infezione da spore del tetano pu essere totalmente controllatocon la vaccinazione specifica, che peraltro obbligatoria per la categoriadi addetti (Legge 5 marzo 1963, n. 292, modificata dalla Legge 20 marzo1968, n. 419).9 9. AGENTI CHIMICIINTRODUZIONEPer agente chimico1 sintende una sosta